top of page

Cinque sorelle o l'intensità di un istante

Una riflessione illustrata di Martina Knecht



Ci sono sempre modi diversi di guardare una storia.


Prendi La Sirenetta, per esempio. Verso la fine del racconto scritto da Hans Christian Andersen nel 1837 c'è un passaggio altamente drammatico, un colpo di scena che va sotto la pelle e che mi ha spinto a creare questa illustrazione.


Immagina.


La Sirenetta è spacciata.


Dopo una grande festa sfarzosa, poco prima dell'alba, si trova sul ponte della nave reale che dondola dolcemente in mezzo al mare. Tutti dormono. È sola, completamente sola.


Per dare un contesto, era la festa di matrimonio del suo principe. Con un'altra donna.


La Sirenetta aveva sacrificato tutto al suo ideale d'amore: la casa, gli affetti, l'identità. Persino il suo status reale! Dopo aver ceduto la sua coda di sirena, i suoi splendidi capelli e la sua bellissima voce alla Strega del Mare, soffre costantemente di lancinanti dolori alle gambe.


Eppure.


Non è riuscita a far innamorare il principe. Mannaggia! Il fatto che lui la adori più di chiunque altro al mondo come amica e la porti con sé ovunque vada non cambia il fatto che, non appena il sole sorgerà, lei si dissolverà in spuma marina e cesserà di esistere.


Ma torniamo a quel momento della storia. Dopi gli eccessi delle celebrazioni nuziali, che erano molti e vari, la nave è scura e silenziosa. Tutti dormono. La Sirenetta si appoggia alla balaustra, scrutando l'orizzonte in attesa del primo raggio di sole, che decreterà la sua morte.


Spacciata, come dicevo. Sola. Incompresa. Rassegnata.


Questo è il momento in cui appaiono le sorelle, cinque sirene che emergono dalle acque rompendo quell'eterno istante di vita sospesa. Anch'esse hanno ceduto le loro chiome alla Strega del Mare, in cambio un sortilegio che le salvasse la vita.


Le consegnano un pugnale magico e scompaiono con la stessa rapidità di come erano arrivate. Riuscirà la Sirenetta ad assassinare il principe nel sonno, pugnalandolo al cuore con la sua nuova sposa addormentata al suo fianco, per poi lavarsi le gambe nel suo sangue e tutto questo prima che sorga il sole?


 

Illustrazione © Martina Knecht | Scopri altri disegni di Martina Knecht

Comentarios


bottom of page